Il Blog del Gigante

Dove c'è tana c'è casa


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Plot twist

Bozza di canovaccio per un film di fantapolitica distopica. Il ruolo del presidente è interpretato da un eccezionale Alec Baldwin.

In un universo alternativo, il presidente degli Stati Uniti in carica, <nome da definire>, noto per l’elezione alla presidenza a dir poco travolgente e inaspettata, viene trovato a intrattenere rapporti più che cordiali con una potenza straniera con la quale il suo paese ha rivalità politico-economica a livello globale. Non solo, ma vengono trovate prove che lui e la sua famiglia passassero informazioni riservate alla potenza straniera, cosa che fa decadere <nome da definire> dalla presidenza e condannare lui e la sua famiglia alla pena capitale. Solo l’intercessione del suo vice, subentrato alla guida della nazione, permetterà di convertire la pena in un esilio forzato in un’isola/prigione di massima sicurezza.

E niente mi manca un finale col botto, ma pensavo di coinvolgere gli XMan o i Vendicatori per scoprire che in realtà il tizio è un emissario di qualche cattivo cosmico.

Che dite? Interessa?


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L’eterna lotta tra bene e male

​Youtrend ha pubblicato una bella analisi sui concetti di destra e sinistra in relazione alle prossime presidenziali francesi, confermandomi un’idea che mi ero fatto già da tempo.

Perché è vero che non esistono più destra e sinistra, ma è anche falso.

Secondo me le idee, le azioni e le soluzioni ai problemi (le cosiddette “politiche”) possono essere di destra o di sinistra, ma persone e partiti non possono essere categorizzati così nettamente. Soprattutto non possono auto-etichettarsi.

Il loro orientamento generale può essere individuato da comportamenti e politiche attuate, ma è una collocazione molto sfumata e labile.

E, soprattutto in Italia, ad oggi su parecchi argomenti questa collocazione farebbe figurare i soggetti politici quasi tutti al centro o sulla destra dell’asse.

My two cents…


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Poi dice che uno si butta a sinistra…

Ultimamente leggo in giro critiche sulla radicalizzazione dei maggiori partiti di sinistra europei (e non). 

Queste critiche riguardano il fatto che degli irresponsabili vogliono spostare più a sinistra il baricentro di tali partiti facendo sì che a future elezioni queste forze saranno destinate a sicura sconfitta. Per capirci, parliamo dei Laburisti inglesi, degli stessi Dem americani nelle primarie e, per ultimi, dei Socialisti francesi: in Italia “voglia di sinistra” c’è ma per ora sembra solo guidata da logiche di scontro interno e soprattutto è malata dello storico scissionismo delle sinistre italiane (o meglio fissionismo, come dice Makkox, perché la somma delle parti elettoralmente non dà mai il totale). Molti critici legano incontrovertibilmente questo slittamento a una paura delle destre estreme e dei populismi, creando secondo loro un controeffetto che peggiora solo la crisi elettorale della sinistra.

Non che il fenomeno in questione non porti a sconfitta elettorale (vedi la Clinton), però questa analisi rischia di essere piuttosto superficiale e considera il comportamento della massa elettorale in maniera piuttosto naïf: non dico che per una parte degli elettori i sentimenti più bassi come la paura non siano reali, ma sono sicuramente secondari rispetto a un motivo che va cercato a monte.

Il fenomeno di left-shifting (tanto per creare un neo-anglicismo) secondo me è guidato soprattutto dal dissenso verso quella classe dirigente delle sinistre che ha individuato nell’economia di stampo liberista e nell’appiattimento verso le politiche di un’Unione Europea in questi anni smaccatamente destrorsa la propria anima: in poche parole gli elettori di sinistra si sono stufati del cosiddetto blairismo e degli ammiccamenti verso l’elettorato di centro-destra degli ultimi anni. Questo fastidio non è dato da un capriccio, ma dall’essersi resi conto che queste politiche non solo non funzionano in linea generale ma stanno togliendo a ciascuno quel piccolo insieme di diritti civili conquistati faticosamente nei decenni. E’ ovvio che se ci si sente promettere che (in cambio di un po’ di diritti) diventeremo tutti più ricchi e poi questa previsione non si avvera, un po’ di risentimento inevitabilmente sale.

Lo radicalizzazione, infine, non sarebbe neanche da considerare tale, ma è naturale sbocco di una mancanza di alternative. Alcuni elettori insoddisfatti e traditi sceglieranno l’astensione e il non voto come soluzione, ma molti sceglieranno gli esponenti radicali all’interno della propria area culturale, semplicemente perché sono l’unica alternativa possibile. Difatti, in tutti i partiti di sinistra, mentre gli esponenti più radicali ci sono sempre stati e hanno le stesse posizioni più o meno da sempre, i cosiddetti moderati si sono tutti appiattiti verso la cultura dominante (che come detto è il blairismo in tutte le sue declinazioni): in pratica non ci sono più moderati – di sinistra – che non siano percepiti dall’elettore medio come affiliati all’establishment che li ha traditi.

In conclusione, sebbene non sembri, nei partiti di sinistra europei (e non) mancano le care vecchie correnti politiche, ovvero non ci sono più correnti che coninughino aspetti prettamente di potere con aspetti culturali, cioè che propongono una visione dell’essere di sinistra™ propria. Quindi, come al solito, il problema è culturale e risiede nell’assenza di formazione per una classe politica e dirigente degna di questo nome, ma nessuno che tenti di risolverlo.


Free Isabella

La mitica inviata del Tg3 Isabella Di Chio è da agosto che vive fra Amatrice e Rieti. 
Se stare fra le scosse telluriche ad agosto aveva almeno il risvolto di fruire un clima più fresco di Roma, con il passare del tempo la cosa ha raggiunto un livello che per noi fan è inaccettabile.
Sebbene capiamo la necessità di stare “sul pezzo” per una giornalista e sebbene capiamo che le popolazioni del luogo vivono molto peggio della Nostra (e siamo vicini a loro con tutti i mezzi in questo momento), riteniamo che questo sia accanimento da parte dei vertici Rai.
Chiediamo quindi che Isa torni al più presto al sicuro e al caldo.
#freedichio

 

Disclaimer: questo è un pezzo di satira, non vuole offendere chi sta soffrendo veramente e la Di Chio probabilmente è pure soddisfatta professionalmente di fare l’inviata lì e quindi lo fa di buon grado; lo specifico perché ultimamente mi immedesimo talmente tanto nella parte quando scrivo cazzate che mi hanno già preso una volta per grillino e una per leghista… Deve essere quella faccenda dell’analfabetismo funzionale.