Il Blog del Gigante

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Burocrazia barocca

Ma nel 2017 non sarebbe il caso di snellire la burocrazia barocca?

Facciamo degli esempi.

1. Mi nasce un figlio. L’ospedale mi dà un foglio, con il quale andare all’ufficio dell’anagrafe o a un suo distaccamento (e se non si è sposati tutti e due i genitori) per registrarlo. E fin qui… Poi devo andare all’Agenzia delle Entrate per il codice fiscale. Poi alla ASL per la tessera sanitaria. Con quella di nuovo alla ASL per la scelta pediatra (e a Roma ci si torna 2^n volte per trovare un posto libero). Poi (per lo meno a Roma) all’AMA per comunicare la variazione del nucleo familiare. Poi bisogna aggiornare l’ISEE (di cui lo stato – fra Ag.Entrate e SOGEI – ha tutti i dati, ricordiamo) per l’asilo, poi sul sito del comune per la domanda dell’asilo nido o della materna… E’ normale? 7 passaggi di cui la maggior parte in loco in diversi uffici?

2. Malauguratamente divento disabile o ho un foglio con disabilità. Il medico ospedaliero o chi per lui mi certifica il mio problema. Devo andare dal medico di base per presentare la domanda di invalidità, all’ASL per la visita, di nuovo all’ASL per le esenzioni, all’INPS per i permessi 104 eventuali, dal datore di lavoro per dirgli che ho ‘sti permessi, eventualmente al comune per i permessi di circolazione speciali, di nuovo all’INPS per i permessi 104 per un accompagnatore, se ho diritto alla pensione altro passaggio non so manco presso chi…

3. Mi licenziano. Quanti giri mi devo fare fra Agenzie per il lavoro per avere lo “status” di disoccupato, INPS per il sussidio, salcazzo che altro?

4. Lo stato mi offre un qualche bonus economico o di welfare. Ma, se ne ho diritto – e lo stato lo sa, perché devo fare una o più domande per aver accesso? E perché lo stato non mi informa adeguatamente del mio nuovo diritto?

Ecco. Siamo appunto nel 2017, lo stato mi pre-compila la dichiarazione dei redditi. Possibile che non si riesca a fare un portale unico di tutta la PA che mi consenta di fare diverse cose con diversi enti senza morirci dietro, minimizzando i passaggi “fisici” obbligatori (es. visita invalidità)?

Sono un utopista…


No caro non è così che si guida /1

Piccola rubrica dove smadonno sulle malsane abitudini alla guida dei miei concittadini…

Caro amico golfista, se stiamo dietro un veicolo lento che tutti dobbiamo sorpassare e stiamo aspettando che si liberi la relativa corsia, quando ciò avviene il primo a farlo deve essere il più vicino al suddetto veicolo che abbia messo la freccia: nella fattispecie io. Non provare a fare il furbo partendo dal fondo ché sennò mi fai inquietare.

Grazie.