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Dove c'è tana c'è casa

Treni

Una notizia di qualche giorno fa riporta uno studio statistico di Altroconsumo, che verifica il servizio ferroviario italiano sui treni InterCity (cioè quelli dei pendolari ‘di media distanza’, i più stressati), e il confronto perso rispetto alle stesse tratte di 20 anni fa.
In realtà questa è un po’ una nonnotizia, nel senso che è già sentore comune che il servizio delle ferrovie sia peggiorato sensibilmente nel corso del tempo. Senza arrivare al luogo comune neo-qualunquist-fascista de “quando c’era lui i treni arrivavano in orario”, che mi fa un po’ ribrezzo, avere una prova scientifica della questione fa un certo effetto.
E poi sento Caterpillar su RadioDue (puntata del 25/10) dove un giornalista esperto di economia della testata che ha prodotto lo studio dice cose che fanno pensare…
Il giornalista esprime giustamente il concetto che gli InterCity non sono più il servizio di punta delle ferrovie e nota anche che oggigiorno ci sono gli Eurostar e i TAV, che però costano di più, quindi qualcuno prenderà un Eurostar invece di un InterCity.
Infine, ci viene messa un’altra pulce nell’orecchio: per aumentare il fatturato delle ferrovie, non bastava sostituire il servizio con uno che, pur costando di più, impiegava meno tempo? Il problema è che i costi dei trasporti ferroviari su InterCity rientrano nel paniere Istat, quindi per “aumentare gli incassi senza toccare il tasso di inflazione (cit.)” sono stati introdotti treni (tipo l’InterCity Plus) con prenotazione obbligatoria. Et voila!
Comunque questi giornalisti hanno certe idee astruse!

Personalmente, inviterei Altroconsumo a verificare anche le condizioni di sicurezza personale dei viaggiatori: infatti un altro ’sentimento popolare’ è che borseggi e rapine siano in aumento sugli InterCity.

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Autore: Il Gigante

Grande. Molto grande. Informatico per lavoro, cazzaro per vocazione, gigante per natura.

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