Il Blog del Gigante

Dove c'è tana c'è casa

In cerca di giustizia /2

Quarto Stato di Pelizza da Volpedo
Da circa 2 settimane, a casa dei cugini svizzeri sta succedendo qualcosa di storico. Dopo 90 anni sono in sciopero. Allora, lo so che qui da noi in realtà questa è una cosa che vediamo molto spesso, ma lì no.
In Svizzera le cosiddette ‘parti sociali’ hanno raggiunto accordi per cui alla sospensione degli scioperi corrisponde una mediazione da parte del governo federale (che lì è garanzia di equanimità). Per cui dai più lo sciopero è percepito addirittura come ‘iLe Officine occupatellegale’. E poi, diciamocelo, per molti anni di scioperare non ne avevano proprio la necessità, visto lo stato di benessere diffuso.
Quindi l’evento che ha portato dopo tanti anni a uno sciopero così importante deve essere essere alquanto grave.

E in effetti lo è.

Infatti la dirigenza del settore Cargo (merci) delle FFS (ferrovie federali) ha promulgato (né discusso, né concordato) un piano di ristrutturazione che prevedeva la  chiusura delle officine di Bellinzona, maggiore centro di questo tipo in Svizzera e centro di eccellenza a livello europeo. Solo che in  questo posto lavorano più di 400 persone, che corrispondono a 400 famiglie, che sarebbero costrette o a trovarsi un altro lavoro o a trasferirsi in altre città, con in più la difficoltà di imparare un’altra lingua. Per non parlare dell’indotto e del servizio sociale che apportano attualmente le officine, che fanno formazione per moltissimi giovani. Il tutto con un bilancio aziendale comunque ampiamente in positivo anche se con un recente trend negativo dovuto, secondo molte fonti anche interne all’azienda (tipo l’ex direttore del settore Cargo di Bellinzona), ad una gestione fallace da parte della nuova dirigenza.

ManifestazioneQuindi è normale che gli operai siano insorti, abbiano occupato le officine ed abbiano iniziato uno sciopero generale a oltranza. La cosa più scioccante (almeno ai nostri occhi) è che l’opinione pubblica è completamente dalla loro parte. I cittadini sono con loro, fanno collette e portano cibo. Le scuole vanno in visita. Le società sportive (come la squadra di hockey di serie A dell’Ambrì-Piotta) raccolgono fondi e offrono solidarietà. I partiti politici sono tutti concordi nelle ragioni dello sciopero e nell’appoggio ai manifestanti. Hanno fatto una manifestazione con 8000 partecipanti su una popolazione di 17000 abitanti (come se a Roma se ne facesse una da 1.700.000 romani – e solo romani).  Ritoranti che offrono catering gratuito. E persino la chiesa dà sostegno e appoggio.
I lavoratori in questo modo sono protetti e possono resistere alle minacce ricevute (licenziamento, risarcimento danni). Speriamo possano arrivare presto alla conclusione positiva, e con tutte le garanzie, della vicenda.

Nel frattempo invito tutti a visitare il sito delle Officine Unia e a lasciare un messaggio di solidarietà.

Multimedia:

  • Il servizio della trasmissione Falò (un periodico di approfondimento critico su temi politici, sociali, economici… ): vedi.
  • L’inno della manifestazione, scritto dagli Oroc Flambé, un gruppo folk-rock ticinese: ascolta.
  • Gli articoli di una viaggiatrice molto attenta alle vicende: qui, qui e qui.
Annunci

Autore: Il Gigante

Grande. Molto grande. Informatico per lavoro, cazzaro per vocazione, gigante per natura.

I commenti sono chiusi.