Il Blog del Gigante

Dove c'è tana c'è casa

Di me che parlo di cose che non conosco /3

Disclaimer: visto che lo fanno tutti sul webz, lo faccio pure io: parlo di cose di cui non so una cippa, esprimendo mie personalissime opinioni e facendo esclamare sonori “e ‘sti cazzi” al folto (?) pubblico di lettori.

Raccolgo pensieri elaborati nei giorni scorsi parlando con diverse persone sulla riforma scolastica.
Posto che effettivamente qualcosa si muove, e ciò va bene, e il disegno di legge avrebbe anche dei buoni e condivisibili obiettivi, quello che non mi convince troppo è, come troppo spesso succede, la realizzazione. Dichiaro che di alcuni argomenti mi sono fatto un’idea da solo in questi giorni, ovviamente leggendo i quotidiani e vedendo telegiornali: questi spesso non brillano per chiarezza e precisione, o non si distingue la linea di demarcazione fra notizia e opinione.
Prendo come base di partenza i punti riassunti dalla Stampa (da leggere prima):

  • Detrazioni per le paritarie. Lo avrei fatto solo in mancanza di posto e/o di strutture in una scuola pubblica nella zona scelta e solo sotto un certo reddito ISEE: a quel punto avrei garantito anche più soldi alle famiglie.
  • Sostegno. I docenti di sostegno credo debbano avere una formazione specifica, non è un lavoro che può fare chiunque.
  • School bonus. Bene ma senza indicare una scuola specifica, si mette tutto insieme e si redistribuisce: altrimenti si aumenta il divario fra scuole di persone ricche e scuole di persone povere (dubito che una scuola di estrema periferia abbia tutta ‘sta gente che fa donazioni). Una versione light è che una quota delle donazioni viene dirottata verso la redistribuzione alle altre scuole pubbliche.
  • Super-presidi. È l’argomento più discusso e sicuramente quello anche per me più controverso. I presidi attuali spesso non sono probabilmente formati per fare i manager, e se lo sono non accade grazie allo Stato: proporrei titoli di studio minimi prefissati e dei master obbligatori. I presidi futuri invece, non lo saranno per valutare la bontà di un insegnante sulla didattica e sul metodo. In più, la riforma lascia troppo spazio per l’insinuarsi della classica corruttela.  Proporrei, come succede nelle aziende, che il colloquio (obbligatorio) tecnico sia fatto da membri del collegio docenti (membri anziani? Membri eletti? Fate voi) e quello (obbligatorio) economico/psicologico dal dirigente (che svolgerebbe mansioni di “direttore del personale”) con potere di veto incrociato. In generale, poi, siccome a grandi poteri corrispondono grandi responsabilità (cit.), andrebbe potenziata la fase ispettiva da parte del provveditorato, con audit, oltre che periodici, anche straordinari e a sorpresa, su segnalazione o meno. Insomma, si può non essere d’accordo sulla scuola/azienda, ma se si intraprende la strada manageriale, si deve prendere tutto il pacchetto.
  •  Curriculum online. Buono.
  •  Supplenti. Va bene ma non risolve i problemi in caso di  abusi di certificati medici reiterati (gente che di settimana in settimana sta fuori anche mesi, lasciando quindi scoperta di fatto la classe). Qui entra in ballo ovviamente un discorso più grande riguardante l’efficacia delle visite fiscali. Diciamo che con il potere di allontanare un docente per validi motivi, la cosa dovrebbe rientrare da sola.
  • Premi per i prof. Ottimo, ma garantirei una progressione di stipendio un po’ più stabile in generale per gli insegnanti non dipendente dagli stanziamenti del DEF: insomma come avviene per lo meno per gli altri statali e/o dipendenti privati.
  • La card per la formazione. Le attività obbligatorie non le demanderei al solo istituto, ma ce ne dovrebbero essere alcune del provveditorato.
  • Offerta formativa. Va bene. Primo dubbio: perché il POF a tre anni se il solo ciclo triennale è quello delle scuole medie? Secondo: se non ho capito male da altre letture fatte in giro, in base a questo piano, e ai poteri del super-preside di cui sopra, alcuni insegnanti possono essere anche mandati via da una scuola specifica: la cosa è corretta in generale perché, anche per esperienza personale, succede a volte di trovare docenti che scaldano la cattedra, ma bisognerebbe definire più puntualmente le modalità. Se un docente viene estromesso per “demerito” è anche giusto che sia ricollocato nelle liste regionali in attesa di un’altra chiamata da qualche preside. Se invece un docente viene estromesso per motivi validi ma di natura economico/organizzativa (tipo: calo delle iscrizioni), per me dovrebbe avere più tutele sull’avere un posto immediato ed il più possibile equivalente anche come logistica. Inoltre, ci dovrebbe essere una valutazione anche dal ministero, come altrove dove ti si piazzano gli ispettori a fondo classe per un paio di mesi, per non favorire, ad esempio, situazioni di mobbing.
  • Assunzioni. Ok, anche per l’anno di prova e formazione, che però deve essere obbligatorio e antecedente alla chiamata di un preside. Sul numero delle assunzioni lascio che si scannino si arrivi ad un accordo con i sindacati.
  • Nuove scuole. Ma magari! Introdurrei sanzioni sulle erogazioni verso le regioni (o comunque chi dovrebbe realizzare gli edifici) in caso di inadempienza. Imporrei anche delle tempistiche massime.
  • Solai e controsoffitti. Oltre alla messa in sicurezza, che ovviamente dovrebbe essere scontata, direi che andrebbe previsto anche un piano di manutenzione ordinaria inderogabile (eventualmente anche svincolato dall’autonomia), nonché una gestione dei livelli igienici e sanitari un po’ più ferrea. Infine, forse era anche il caso di tentare di far cessare la brutta abitudine di far portare i materiali didattici e non (tipo la carta igienica) da casa o dagli insegnanti, il che lo reputo abbastanza vergognoso.

 

My two cents.

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Autore: Il Gigante

Grande. Molto grande. Informatico per lavoro, cazzaro per vocazione, gigante per natura.

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