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Amici, concittadini…

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Amici, concittadini…
Da un po’ di tempo c’è una domanda che, strisciando nel mio subconscio, mi stritola: ma perché ci incartiamo (e incazziamo) in discussioni infinite con persone che evidentemente non hanno gli strumenti logici per sostenerle?
Ci incontriamo sui social o nel baretto sotto casa o a cena fra amici e conoscenti e iniziamo, prima timidamente poi sempre più a viso aperto, a affrontare temi da sempre spinosi: la politica, lo sport, l’educazione dei figli. La rete poi fa cadere ancora prima quel filtro di pudore che magari vis-à-vis resiste un po’ di più.
Si parla, si discute – e questo è pure giusto e sano – cercando di dare delle motivazioni logiche e storiche alle proprie convinzioni, cercando in pratica dei “puntelli” alle proprie opinioni. E invece spesso dall’altro lato ci si trova di fronte a qualcuno che questi processi logici non li capisce o li ignora deliberatamente.
Ho sempre saputo che esistono tante categorie di persone: gli stupidi e ignoranti, gli ignoranti e intelligenti, i colti e intelligenti… Ma ho capito solo da poco che esistono gli stupidi e colti, cioè gente che magari ha studiato nella vita, ma fondamentalmente non ha capito quello che gli si insegnava. E ho anche scoperto di averne incontrati tanti, proprio in questa categoria. Deve essere una faccia di quel 47% di analfabeti funzionali che abbiamo qui in Italia, secondo recenti studi.
Pertanto, ho deciso che, per quanto sarà possibile dato il mio carattere, cercherò di evitare discussioni con persone che ritengo appartenere a questa categoria, perché guadagnano un’arroganza data dai loro studi che fa sì che sia profondamente fastidioso colloquiarci. Con questo genere di persone, per mantenere un’apparenza di educazione, mi limiterò, come i lord inglesi dell’800, a parlare del tempo o delle prossime vacanze. Del resto non è il mio scopo nella vita convertire le persone, dato che non sono né un evangelista né un missionario.
Penso che però sia dovere di tutti cercare di intervenire per quanto possibile sull’analfabetismo funzionale diffuso: questo è possibile solo per mezzo di una vera e propria rivoluzione culturale. Il come farlo è molto complesso e coinvolge non solo il sistema educativo nazionale ma anche quello dell’informazione e i processi sociali. L’unico modo che rientra nelle mie capacità è quello dell’esempio: io penso e mi comporto in un certo modo e cerco di far passare i miei concetti non tanto con uno scontro diretto, come può essere una discussione, ma per spirito di emulazione. Questa cosa funziona bene anche per il senso civico e tante altre cose. Quando si sarà raggiunta una massa critica di persone che si comporteranno così, le cose saranno più semplici perché entrerà in funzione il meccanismo della social shame, ovvero la pubblica onta. Sicuramente però è un processo a lungo termine: questa generazione credo sia già bruciata.

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Autore: Il Gigante

Grande. Molto grande. Informatico per lavoro, cazzaro per vocazione, gigante per natura.

2 thoughts on “Amici, concittadini…

  1. Sante parole: gli stupidi e colti. Che, poi, colti è già generoso. Diciamo stupidi laureati. Ce ne sono in giro a vagonate.

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