Il Blog del Gigante

Dove c'è tana c'è casa

Considerazioni musicali

Stavo sentendo ultimamente l’ultimo singolo del famoso rocker emiliano, noto a Roma e dintorni come Ligabove (non so se per la traduzione di “bue” nel corrispondente dialettale o per il periodo in cui il nostro aveva la tendenza a aggiungere una desinenza “-ve” alla fine di parole con la e allungata – ma a quel punto sarebbe stato “Ligabueve”).
Il singolo è in ripetizione continua su molte radio e il ritornello è una cosa tipo “non ho che tè / non ho che tè”, che, data la pronuncia, all’inizio sembra un inno di un fondamentalista delle britanniche tradizioni pomeridiane o anche il lamento di un barista al quale sono finite le bevande calde.

In realtà il pezzo è, a mio avviso, molto ben riuscito.
Musicalmente si discosta non poco dagli standard del cantante, debordando a tratti in un italico stoner rock.
Il testo invece è la vera parte forte – e qui mi faccio serio – perché tratta della perdita del posto di lavoro (“è la crisi, bellezza”), del dramma di un uomo che non sa più come badare alla famiglia (sia materialmente, sia moralmente) e dei problemi anche dei “padroni”, che molto spesso sentono i propri dipendenti come parte della famiglia…

Devo ammettere, ben fatto.

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Autore: Il Gigante

Grande. Molto grande. Informatico per lavoro, cazzaro per vocazione, gigante per natura.

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