Il Blog del Gigante

Dove c'è tana c'è casa


La piattaforma e le donnine nude

Vi racconto una storia.

C’era una volta una piattaforma di microblogging nata un bel po’ di tempo fa. Questa piattaforma era caratterizzata inizialmente da una enorme libertà di espressione, donnine nude comprese. Si trovavano e facevano discussioni interessanti, accanto ai meme, vicini alle suddette donnine. Poi, qualche grande azienda ha visto che c’era tanta gente su e ha pensato “la compro e ci faccio i $oldi”. Così ha fatto, ha comprato e ha cominciato a buttare dentro pubblicità varia e cominciando a guardare male le donnine nude. Si sono succedute altre grandi aziende che hanno continuato sulla strada iniziata, senza migliorare granché la piattaforma lato software e finendo per vietare completamente le donnine nude. Solo che controllare a mano è faticoso, quindi hanno implementato un algoritmo di stampo fondamentalista che segava tutto: donnine nude, mamme che allattano, opere d’arte e persino gomiti (sic!). E quindi cosa è successo? La ggente della piattaforma ha cominciato a rompersi i cabbasisi e ha chiuso l’account, magari migrando su altri lidi meno bacchettoni e bigotti.

Questo per dire che ultimamente mi trovo a scorrere una dashboard di Tumblr composta da (anche begli) articoli di uno dei pochi sopravvissuti e dai reblog di tutti gli altri.

Che tristezza la bigotteria!


Redmi 7 Note: un parere

Meno di un mese fa il mio vecchio smartphone (uno Xiaomi Redmi 5 Plus) è andato in frantumi diventando inutilizzabile. Ho dovuto comprare in fretta e furia un sostituto e mi sono orientato sul fratello più giovane, un Redmi 7 Note [64/4].

Hardware

L’hardware di questo telefono è di ottimo livello, soprattutto se si considera la fascia di prezzo (sulla carta è un telefono di gamma medio-bassa ma la componentistica è di fascia medio-alta). Questa è una caratteristica di tutti i prodotti Xiaomi/Redmi.
Il processore è un octa-core di buona potenza. I 4Gb di RAM consentono una gestione serena delle app aperte e i 64Gb di storage sono sufficienti per le esigenze dell’utente medio e non solo. Peccato per l’assenza del chip NFC: ma costano così tanto? Ottimo il lettore di impronte, che ormai è diventata per me una comodità irrinunciabile.

Software

L’interfaccia Miui 11 ci porta in dote Android 9. La Miui è una buona personalizzazione fatta dai laboratori Xiaomi e offre una serie di strumenti preinstallati di buon livello. Alcune cose sono un po’ invasive, come la sincronizzazione cloud, ma con una piccola configurazione iniziale alla fine non danno più fastidio. Non mi piace molto il launcher e per questo continuo ad utilizzare il Nova Launcher.

Multimedia

Il comparto multimediale è di buon livello con la sua doppia fotocamera che raggiunge i 48Mpx interlacciati. Qui sotto una foto a 12Mpx.

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Anche i video sono di buona qualità.

Display

Lo schermo è molto ampio (6.3″) ed ha una buona risoluzione. Un po’ particolare il fattore di forma (2340×1080) che non è supportato da tutte le app.

Batteria

I 4000mA danno una bella durata al telefono. Se non lo stressate giocandoci o tenendo il display attivo per ore, dura fino quasi due giorni con tutti i chip attivi.

Prezzo

Il rapporto qualità/prezzo di questo prodotto è veramente eccezionale. Personalmente con poco più di 150€ ci si porta a casa uno smartphone di valore sicuramente più alto.

 

 


E se fosse un boomerang?

Huawei già si produce i processori. Gli altri chipset sono già tutti cinesi quindi non bloccabili dal governo statunitense. Hanno la filiera completa del 5G. Stanno studiando da tempo un’alternativa a Android e comunque c’è sempre la versione AOSP. Quanto ci possono mettere a crearsi un proprio ecosistema Store-Services-App che sostituisca quello ufficiale? Secondo me poco. E visto il peso che hanno, data per esempio la grande qualità del comparto fotografico secondo solo agli iPhone, il tutto potrebbe produrre un danno economico sul medio periodo proprio verso Google e le altre aziende americane.

I dazi e le imposizioni di legge sui mercati globalizzati non mi sembrano una furbata e il governo americano attuale mi sembra uscito direttamente da metà ‘800…


Fra le cose che mi fanno ridere

Fra le cose che mi fanno ridere ci sono le descrizioni dei prodotti di marchi stranieri, soprattutto cinesi, che vengono tradotte in italiano con strumenti automatici a partire, il più delle volte, da quelle inglesi. E secondo me a volte funzionano pure meglio della traduzione corretta.

Per esempio io non ho bisogno, in questo momento, di una batteria esterna per il cellulare, ma quando mi si vuole vendere una banca di potere a pochi euro, beh a quel punto l’offerta comincia a essere allettante.


Devo procurarmi un telegrafo

​Ah che bello questa struttura della ASL ha anche un indirizzo di posta elettronica… 1 settimana.

Fico! Voglio fare un po’ di preventivi per questo servizio (anche un po’ costoso)… 10 gg.

Bello, vediamo di fare una richiesta alla mia banca online per questa cosa che mi serve in tempi brevi… 24 h.

Contattiamo l’assistenza di questa catena per un problema su un acquisto… lettera morta.
No, non siamo ancora pronti al 3° millennio.

Devo procurarmi un telegrafo.


Il noto servizio di photo hosting

Un noto servizio di photo hosting mi ha cancellato l’account perché qualcuno dice che erano presenti foto non mie (ma quando mai!), senza dirmi né quali erano, né da chi arrivasse la segnalazione, senza darmi modo di controbattere, rispondendomi sempre con email precompilate (di cui una in portoghese!) e senza la possibilità di tornare indietro.

A me di questo servizio, che non cito perché non meritano pubblicità visto il trattamento, importava poco e niente, essendo tipo un secondo backup delle foto, ma mi chiedo se nel 2016 possa essere ancora questa la modalità di gestione delle controversie…