Il Blog del Gigante

Dove c'è tana c'è casa


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Raspberrypizzato

Un bel regalo di Natale, la Raspberry Pi, con schedina di memoria da 16Gb e WiFi dongle USB che funge da perfetto media center. Lo so che per molti parlo turco e che il blog ha preso una china piuttosto geek, ma in parole povere, sostanzialmente ho questo scatolotto che si attacca al televisore per vedere film, ascoltare musica o navigare ad esempio su Youtube. E che in realtà è un computer in piena regola. Ora ricomincio a parlare arabo, occhio…

L’altro giorno ci ho installato la nuova versione di OpenELEC, una build di Kodi (ex- XBMC), nella release Helix, facile da installare e configurare. E in effetti così è stato. La bestiola va che è una meraviglia e ha mille potenzialità.

Nella foto sta facendo la scansione dell’archivio musicale nella LAN.


Una botta di velocità

Questo post è un po’ tecnico e noioso per molti. In breve, ho abilitato il runtime ART sul mio smartphone Android.

Il runtime in Android è quel “pezzo” di sistema operativo che si occupa di eseguire le applicazioni, creando un ambiente di esecuzione standard per le app installate. Ne viene da sé che è quindi cruciale per la velocità e la fruibilità dello smartphone stesso, visto che praticamente tutta l’esperienza utente passa attraverso l’interfacciamento con un app.

Nelle versioni Android dalla 2.2 alla 4.4 il runtime di riferimento è chiamato Dalvik, di tipo JIT. Dalla v.4.4.2 di Android (quella che ho io) a questo è stato affiancato il nuovo runtime ART che si basa su un paradigma AOT, che apporta una serie di tecnologie di ottimizzazione dei tempi di compilazione delle applicazioni (a “monte”, anziché al momento dell’esecuzione) volte a migliorare velocità e consumo della batteria. Per fare questo occorre fare alcune cosette ben descritte qui.

Ora spero di non avere troppi problemi di compatibilità e di migliorare le performance della mia macchinetta!


Un nerd non-superstar

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Attenzione: Post nerdissimo!
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Giorno 0: Spengo il portatile aziendale – come al solito – e vado a casa.
Giorno 1: Accendo il portatile aziendale – come al solito – e non funzionano le periferiche USB:

  • controllo device Check
  • stacca e riattacca Check
  • riavvia Check
  • disinstalla tutti i controller USB Check
  • pulisci la cache USB Check

Alla fine la sola cosa da fare (suggerita da un collega a cui era già capitato) era spegnere la macchina con un hard reset (col pulsante di accensione premuto per 5 secondi, insomma).

Mort**** vostra!

Credits:
||Clipart|«Warning Notification»|license: Public Domain|by:eastshores|openclipart||
||Clipart|«checkmark_on_circle»|license: Public Domain|by:andrea_S|openclipart||


Java vs C#

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Attenzione: Post nerdissimo!

Java e C# sono due dei (se non i due) più diffusi linguaggi di programmazione a oggetti presenti al giorno d’oggi per noi poveri informatici di professione.

Uno, il linguaggio Java, che esiste da molto più tempo e un secondo che, pur provenendo da una gloriosa tradizione (C, C++, …), è di più recente introduzione. Premettendo che sono schierato dalla parte della gloriosa tazzina di caffè, si vede a prima vista che il secondo prende molto dal cugino più anziano e quindi, a livello di linguaggio base, il passaggio fra i due sembrerebbe piuttosto indolore.
Ma quello che differisce è soprattutto l’approccio, perché nel linguaggio della casa di Redmond si è invitati a seguire la via tracciata, nel qual caso si viaggia piuttosto spediti. Se si devia troppo, si rischia di impantanarsi (e allora meglio buttarsi su Java). Anche per quanto riguarda i pattern di programmazione, viene fornita dalla casa madre la metodologia esatta da seguire, pena lacrime amare. Persino l’ambiente di programmazione impone una discreta staticità al programmatore.

Nella mia conclusione, come al solito, occorre capire bene cosa si deve fare per potersi orientare bene, ma sono più legato all’elevato tasso di libertà creativa lasciato da Java.
Voi su cosa vi orientate?

P.S.: discutiamo magari evitando atteggiamenti troppo uligàni?

Credits: ||Clipart|«Warning Notification»|license: Public Domain|by:eastshores|openclipart||


“Mi consigli qualche app Android fica?”

Quante volte mi hanno chiesto “mi consigli qualche app Android fica?”. La domanda spiazza e su due piedi non si sa mai cosa rispondere. A venirci incontro c’è l’app List My Apps, che permette di condividere le app installate sul proprio smartphone Android.

Queste sono le mie:

… alle quali si aggiungono quelle del conto bancario, dell’operatore telefonico, ecc.


Panorami

Stavo cercando di raddrizzare qui su WordPress la visualizzazione delle immagini panoramiche ad alta risoluzione. Finora avevo usato il servizio di Closr.it, ma non riuscivo a farlo visualizzare (avevo anche scritto agli sviluppatori chiedendo numi!). Poi ci sono riuscito…

Nel frattempo mi sono guardato intorno ed ho trovato Gigapan (l’embedding funziona bene), anche se il minimo per effettuare l’upload sono foto da 50 Mpixel.
Il codice per l’embed è questo:

[gigya type="application/x-shockwave-flash"
src="http://gigapan.org/viewer/PanoramaViewer.swf?
url=http://share.gigapan.org/gigapans0/idFoto/tiles/
&suffix=.jpg&width=57029&height=16095
&nlevels=9&cleft=0&ctop=0
&cright=57029.0&cbottom=16095.0"]

Il risultato, quest’altro:[gigya type=”application/x-shockwave-flash” src=”http://gigapan.org/viewer/PanoramaViewer.swf?url=http://share.gigapan.org/gigapans0/17217/tiles/&suffix=.jpg&width=57029&height=16095&nlevels=9&cleft=0&ctop=0&cright=57029.0&cbottom=16095.0″%5DFoto “President Barack Obama’s Inaugural Address” by David Bergman

Potrebbe essere un’ottima soluzione in caso di panoramiche molto grandi…