Il Blog del Gigante

Dove c'è tana c'è casa


Mi faccio crescere la barba

Stufo di radermi, anche solo con il regolabarba e pur lasciando il pizzetto, ho deciso alla fine di lasciar crescere il mascolo vello.

Dopo un po’, però, ho notato un aspetto piuttosto trasandato con la barba lunga, perciò mi sono comprato alcuni articoli buoni per la cura del pelo facciale.

Per ora mi sono accontentato di pettinino, spazzola da cavallo barba e balsamo modellante.

Vediamo cosa tiro fuori… Amici (o al limite amiche) barbuti, voi come curate la copertura della vostra faccia?


La favolosa deriva negativa della sanità pubblica

Metti che uno deve fare delle analisi, diciamo con discreta tempestività. Una volta andavi alla ASL, facevi la fila e te la cavavi. Ora c’è il COVID e giustamente per evitare la calca ci si prenota.

Su tutto il Lazio la prima data è fra due settimane, nella mia ASL di zona è fra più di un mese.

Uno fa in tempo a morì (no de COVID)…

Questo ovviamente non è un attacco alle misure anti-COVID ma uno dei tanti esempi di come questo virus stia finendo di fiaccare una sanità pubblica che già di suo ha enormi problemi. E di come coinvolga anche tutti quelli che non se lo prendono. E pensare che c’è ancora chi pensa che il problema sia la mortalità, per questo virus…


Affetti stabili

amicizia /a·mi·cì·zia/

sostantivo femminile

Reciproco affetto, costante e operoso, tra persona e persona, nato da una scelta che tiene conto della conformità dei voleri o dei caratteri e da una prolungata consuetudine: fare, stringere a. con qualcuno; rompere, guastare l’a.

Quindi gli amici sono affetti stabili e li posso andare a trovare


Potrebbe essere molto caldo

A tutti quelli che gongolano perché il maggior produttore di prodotti omeopatici ha avvisato la clientela che le loro cose non curano e non servono contro il coronavirus, dico una grossa verità: non è una ammissione di inefficacia dell’omeopatia ma una tutela legale verso i consumatori americani che, ricordo, fanno causa alle catene che vendono caffè bollente in bicchieri di plastica o carta se sui bicchieri stessi non c’é scritto “potrebbe essere molto caldo”.


Abboriggeno?

Il rischio, a processare politici potenti (anche nei casi in cui si è pienamente dalla parte della ragione) è sempre quello di un doppio boomerang:

  • se il processo si chiude con una condanna diventano martiri e il consenso o l’apprezzamento torna a salire;
  • se il processo si chiude con una archiviazione, a volte anche perché chi è al potere fa indebite pressioni, il consenso torna comnuque alto e gli accusatori temono ritorsioni.

Gli esempi dei due casi non ve li sto a indicare io e al momento sinceramente non mi vengono in mente altre casistiche. Tutto questo secondo me per una imperfetta indipendenza e bilanciamento fra i poteri esecutivo, legislativo e giuridico. Ovviamente un magistrato o chi per lui se ravvede una situazione anomala ha il dovere di procedere, ma a livello mediatico (e quindi anche di consenso politico ed elettorale) la cosa prende derive non sempre (o non più, purtroppo) lineari.

Ora vedremo cosa succede con la grana padana…


Come me lo chiami?

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Polemica inutile del giorno.

Uno che guida regolarmente facendo sorpassi in doppia linea continua, in curva, sulle rampe autostradali, che guida sulla corsia di emergenza o zigzagando fra le macchine, che non rispetta le precedenze e non disdegna qualche contromano, che parcheggia quasi sempre sul marciapiede, voi come lo chiamate?

Pirata della strada, diranno i miei piccoli amici.

Invece qui a Roma si tratta di centauri, guidatori di moto, scooteroni, scooterini e motorini. Non tutti, sia chiaro, ma se ne vedono veramente tanti, troppi…

Perché, mi chiedo, non c’è un’attenzione delle forze dell’ordine in tal senso? C’è forse un codice della strada separato?

Scusate lo sfogo da automobilista frustrato, ma passo i miei viaggi a evitare guardando nello specchietto retrovisore che qualcuno non mi si stampi sull’automobile. Molti centauri che si comportano bene scriveranno l’opposto di automobilisti scriteriati, a ragione, ma qui viviamo come nel famoso sketch di Vittorio Gassman ne “I Mostri”.

[“the road warrior” by Emiliano Grusovin is licensed under CC BY-NC-SA 2.0 ]