Il Blog del Gigante

Dove c'è tana c'è casa


Plot twist

Bozza di canovaccio per un film di fantapolitica distopica. Il ruolo del presidente è interpretato da un eccezionale Alec Baldwin.

In un universo alternativo, il presidente degli Stati Uniti in carica, <nome da definire>, noto per l’elezione alla presidenza a dir poco travolgente e inaspettata, viene trovato a intrattenere rapporti più che cordiali con una potenza straniera con la quale il suo paese ha rivalità politico-economica a livello globale. Non solo, ma vengono trovate prove che lui e la sua famiglia passassero informazioni riservate alla potenza straniera, cosa che fa decadere <nome da definire> dalla presidenza e condannare lui e la sua famiglia alla pena capitale. Solo l’intercessione del suo vice, subentrato alla guida della nazione, permetterà di convertire la pena in un esilio forzato in un’isola/prigione di massima sicurezza.

E niente mi manca un finale col botto, ma pensavo di coinvolgere gli XMan o i Vendicatori per scoprire che in realtà il tizio è un emissario di qualche cattivo cosmico.

Che dite? Interessa?


Free Isabella

La mitica inviata del Tg3 Isabella Di Chio è da agosto che vive fra Amatrice e Rieti. 
Se stare fra le scosse telluriche ad agosto aveva almeno il risvolto di fruire un clima più fresco di Roma, con il passare del tempo la cosa ha raggiunto un livello che per noi fan è inaccettabile.
Sebbene capiamo la necessità di stare “sul pezzo” per una giornalista e sebbene capiamo che le popolazioni del luogo vivono molto peggio della Nostra (e siamo vicini a loro con tutti i mezzi in questo momento), riteniamo che questo sia accanimento da parte dei vertici Rai.
Chiediamo quindi che Isa torni al più presto al sicuro e al caldo.
#freedichio

 

Disclaimer: questo è un pezzo di satira, non vuole offendere chi sta soffrendo veramente e la Di Chio probabilmente è pure soddisfatta professionalmente di fare l’inviata lì e quindi lo fa di buon grado; lo specifico perché ultimamente mi immedesimo talmente tanto nella parte quando scrivo cazzate che mi hanno già preso una volta per grillino e una per leghista… Deve essere quella faccenda dell’analfabetismo funzionale.


Idee per nuovi formati televisivi /2

Trasporti da incubo (2ª serie)

Il non più giovane pendolare deve raggiungere una zona in periferia da un’altra zona sempre in periferia ma su un’altra direttrice. Una folle avventura fra corse saltate, gente col cellulare di Prada, tizie con il segno netto della fine del fard sulle mescelle, tizi che si accendono le sigarette sulle scale dell’uscita dalla metro manco stessero a morì…

Prossimamente su Rialtàim


Capi sotto copertura

Alcune considerazioni sul nuovo show dove il capo di un’azienda (grande, sennò lo conoscono tutti) va a verificare come va la baracca, di persona e travestendosi per non farsi sgamare. Ne avevo già visto una versione straniera (non mi ricordo se americana, inglese o cosa) e le considerazioni generali vengono da allora.

Da un lato mi pare un’idea reazionaria quella del padrone-sire che va a “vedere di nascosto l’effetto che fa” e poi alla fine punisce o elargisce generosamente il sottoposto. Che tale rimane sempre e comunque e spesso la cosa è sottolineata dai comportamenti del capo di turno. Questa “discesa di ceto sociale” per tastare con mano mi pare l’avesse fatta anche qualche monarca qualche centinaio di anni fa, manca solo la decapitazione alla fine, e più recentemente qualche regnante mediorientale. In più, è bizzarro il fatto che il dono in larga parte (viaggi premio esclusi) consti di un contratto a tempo indeterminato, che dovrebbe essere un regalo più per l’azienda stessa che per il dipendente, visto che stringe i vincoli verso una persona rivelatasi importante e che blinda il know-how aziendale, come si suol dire…

Dall’altro lato l’idea rivoluzionaria è quella di mettere il capoccia a fare un lavoro più umile, facendogli provare le condizioni di lavoro dei dipendenti e facendo vedere, a lui e a noi, quanto a volte chi sta sopra non sia capace di fare lavori semplici o quanto sia lontano dalle tecnologie, benché magari alto dirigente. Lo spunto rivoluzionario migliore sarebbe far fare al capo un paio di mesi col budget dell’ultimo dei suoi impiegati o operai, per far capire meglio tutti i concetti sopra espressi (magari per un’evoluzione del format!).

Per questa contraddizione intrinseca creata dagli ideatori del programma e per l’equilibrio che secondo me viene dato ai due aspetti, a me il programma piace abbastanza, e fa passare un paio d’ore divertenti (e a volte persino commoventi). In questa versione italiana, poi, apprezzo la conduzione di Costantino, che allegerisce il tutto…