Il Blog del Gigante

Dove c'è tana c'è casa


Un nerd non-superstar

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Attenzione: Post nerdissimo!
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Giorno 0: Spengo il portatile aziendale – come al solito – e vado a casa.
Giorno 1: Accendo il portatile aziendale – come al solito – e non funzionano le periferiche USB:

  • controllo device Check
  • stacca e riattacca Check
  • riavvia Check
  • disinstalla tutti i controller USB Check
  • pulisci la cache USB Check

Alla fine la sola cosa da fare (suggerita da un collega a cui era già capitato) era spegnere la macchina con un hard reset (col pulsante di accensione premuto per 5 secondi, insomma).

Mort**** vostra!

Credits:
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Java vs C#

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Attenzione: Post nerdissimo!

Java e C# sono due dei (se non i due) più diffusi linguaggi di programmazione a oggetti presenti al giorno d’oggi per noi poveri informatici di professione.

Uno, il linguaggio Java, che esiste da molto più tempo e un secondo che, pur provenendo da una gloriosa tradizione (C, C++, …), è di più recente introduzione. Premettendo che sono schierato dalla parte della gloriosa tazzina di caffè, si vede a prima vista che il secondo prende molto dal cugino più anziano e quindi, a livello di linguaggio base, il passaggio fra i due sembrerebbe piuttosto indolore.
Ma quello che differisce è soprattutto l’approccio, perché nel linguaggio della casa di Redmond si è invitati a seguire la via tracciata, nel qual caso si viaggia piuttosto spediti. Se si devia troppo, si rischia di impantanarsi (e allora meglio buttarsi su Java). Anche per quanto riguarda i pattern di programmazione, viene fornita dalla casa madre la metodologia esatta da seguire, pena lacrime amare. Persino l’ambiente di programmazione impone una discreta staticità al programmatore.

Nella mia conclusione, come al solito, occorre capire bene cosa si deve fare per potersi orientare bene, ma sono più legato all’elevato tasso di libertà creativa lasciato da Java.
Voi su cosa vi orientate?

P.S.: discutiamo magari evitando atteggiamenti troppo uligàni?

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